Autore Topic: TEST MATERIALI  (Letto 2128 volte)

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Offline northsam

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TEST MATERIALI
« il: 20 Giugno, 2016, 12:27:13 »
Questo fine settimana si è svolto il Tritagomme 2016 (http://motoclubgilera4t.it/forum/index.php?topic=4929.msg63850#new), viste le condizioni meteo ho avuto la possibilità di fare un test dei materiali utilizzati:

Casco: SUOMY MX TOURER


Utilizzato nella versione senza visiera:


Parere: casco leggero e molto areato, non si appanna mai nemmeno con molta pioggia. Il visierino interno anti sole è comodissimo e facile da utilizzare.
L'unica pecca è quella di non avere un grande isolamento acustico.

Giacca: IXS ALVA


Parere: giacca traspirante estiva con leggerissima imbottitura interna impermeabile e staccabile.
L'impermeabilizzazione funziona alla grandissima! Domenica dopo 3 ore di pioggia battente ero perfettamente asciutto. L'imbottitura è leggera, ma fa il suo dovere. Inoltre la leggerezza del materiale ne ha permesso una rapidissima asciugatura non appena uscito un raggio di sole.
Le protezioni restano al loro posto e sono "comode".
Pecche: l'unica piccolissima pecca, se proprio la vogliamo trovare è la mancanza di una rastremazione sul colletto in corrispondenza del pomo d'adamo...li dopo molti chilometri la chiusura da un pochino di fastidio, ma nulla di che...

Jeans: DaniTour Befast con Kevlar e protezioni




Parere: Jeans in Kevlar, tessuto molto morbido e confortevole. L'unica pecca è che le protezioni sulle ginocchia sono un po' ingombranti e serve qualche minuto di strada per abituarsi. Inoltre il posizionamento è molto frontale rispetto al ginocchio, io le avrei preferite un pochino più spostate sull'esterno del ginocchio, ma il posizionamento con il velcro non lascia possibilità di manovra.
Comunque nel complesso buoni.

Stivali: XPD X-RAIDER H2OUT


Parere: stivali comodi, contengono bene il piede e non scaldano troppo, così si possono utilizzare anche nella mezza stagione e con temperature non troppo elevate.
La membrana H2OUT fa ribrezzo  390e...
Con poca pioggia tiene, ma quando le condizioni diventano serie, l'acqua entra ed il piede resta a mollo. Domenica ho preso almeno 3 ore di pioggia forte e dopo pochissimo (credo una mezzora) ho cominciato a sentire i piedi umidi. Poi l'effetto è stato quello della muta umida, l'acqua nello stivale si è scaldata con il calore corporeo e non passando aria mi ha permesso di non avere freddo ai piedi.
Ormai sono certo che l'unica membrana che funziona in presenza di acqua è il goretex, le altre sono delle imitazioni che non lavorano altrettanto bene.

Pantaloni da pioggia: Tucano Urbano PANTA DILUVIO LIGHT


Parere: comodi da infilare, tengono molto bene all'acqua.
I miei hanno ormai 8 anni e le nastrature in qualche punto cominciano a cedere, ma nonostante ciò l'acqua che è riuscita a passare è stata veramente pochissima. Praticamente ero asciutto.
L'unica pecca è la lunghezza del pantalone. per coprire bene lo stivale gli mancano almeno 15 - 20 cm. Il problema è accentuato dal fatto che sul NW la distanza sella pedane non è molta ed io sono altino, quindi la gamba piegata "accorcia" notevolmente il pantalone che copre solo la parte alta dello stivale. Forse la misura in più potrebbe risolvere la questione, ma poi in vita ci si sta dentro in 2...

Guanti: 5 five STUNT


Parere: guanti in tessuto e pelle, comodi e con protezioni. La ventilazione non è male e le protezioni sono al posto giusto. Non sono guanti da pioggia, quindi sotto l'acquazzone si sono lavoti per benino, ma la pelle è rimasta morbida ed i continui sfila infila fatti per controllare la strada su google map non sono stati faticosi. La pecca c'è, i guanti hanno 2 anni ormai e la pelle comincia a tagliarsi in corrispodenza delle cuciture delle protezioni del polso.
Per il resto sono ancora molto comodi.

Zaino: shad ZULUPACK SB35


Parere: comodo zaino da moto, ha un sacco di cinghie con le quali agganciarlo dove si vuole, non entra una goccia di acqua in nessun modo, comdo da aprire anche se agganciato alla moto.
Impossibile è solo un parola che utilizzano gli uomini deboli per vivere facilmente nel mondo che gli è stato dato, senza arrischiarsi ad esplorare il potere che hanno per cambiarlo. Impossibile non è un fatto, è un'opinione. Impossibile non è una dichiarazione, è una sfida. Impossibile è potenziale. Impossibile è temporale.
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Offline abbo

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #1 il: 22 Giugno, 2016, 13:32:14 »
ho lo stesso casco...ottimo, visiera parasole...ottima aereodinamica ;01

Offline northsam

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #2 il: 23 Giugno, 2016, 13:18:57 »
Dimenticavo:

Paraschiena: TRYONIC FEEL 3.7



Parere: Paraschiena di livello 2, leggero e comodo. Ben areato e segue egreggiamente anche movimenti di torsione o piegamenti laterali.
Facile da regolare con spalline elastiche ed una lunga fascia addominale.
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Offline northsam

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #3 il: 11 Luglio, 2017, 22:21:10 »
Rieccomi per un aggiornamento del test materiali!
Dopo la caduta, ho la possibilità di dare un parere all'abbigliamento anche sulla capacità di protezione e la funzionalità dei vari indumenti.

Cominciamo con il casco:
Casco: SUOMY MX TOURER



Confermo quanto scritto nella recensione precedente.
In più aggiungo solo un parere positivo sulla resistenza della visiera all'abrasione, che nonostante l'asfalto abbastanza rugoso, non presenta nemmeno una scheggiatura sul bordo.




Giacca: IXS ALVA



Oltre a quanto detto sopra, posso dire che ha una buona resistenza allo scivolamento, le protezioni sono buone e non trasmettono molta forza dell'urto al corpo, infatti la prima gomitata con il sx che ho dato per terra (con protezione nel posto giusto) ha creato solo un piccolo livido sul gomito, ma le ossa risultano integre..
La pecca sta nelle braccia...le regolazioni in zona bicipite ed avambraccio sono con bottoni, quindi necessariamente lasciano spazio di movimento. Molto meglio se fossero state fatte con chiusura al velcro, che avrebbe permesso di posizionare la protezione del gomito in maniera più stabile.
Durante la caduta, a causa dello scivolamento, la manica è risalita e con lei la protezione, quindi la pressione del braccio sull'indumento ha creato un'abrasione sull'indumento al di fuori della zona protetta, così il mio avambraccio è rimasto scoperto creandomi una piccola abrasione sull'avambraccio.








Guanti: Stunt five5



Guanti comodissimi con discreta areazione ed ottima resistenza. Hanno solo il palmo della mano e le dita in pelle, il resto è in tessuto.
Inoltre la protezione rigida sull'esterno della mano vicino al polso, garantisce una sicurezza in più nel punto che di solito è il primo a toccare per terra.

Ed infatti anche in questo caso hanno fatto il loro lavoro e le mie mani sono perfettamente integre.




Pantaloni: ESQUAD E-STRONG

Pantaloni comodi, il tessuto è un po' rigido, ma non da fastidio.
Sulle anche e sulle ginocchia ha delle tasche per inserire le protezioni all'abrasione, ma non abbastanza capienti per contenere delle protezioni agli urti (che peraltro non sono previste per il modello).
La gamba del jeans è abbastanza capiente per contenere comodamente la gamba degli stivali da moto, anche se risulta un tantinello corta a gamba piegata.



Dopo il "test caduta" posso dire che le protezioni dell'anca allo scivolamento funzionano bene. Purtroppo il pregio di essere comodi per gli stivali da moto, si è verificata una pecca, in quanto a causa dello scivolamento la gamba del pantalone ha potuto salire e mettere il mio ginocchio fuori dalla zona di protezione dell'inserto anti penetrazione allo scivolamento. Cosicchè il pantalone piegato dal ginocchio ha sfregato per terra lacerandosi e lasciando esposto il ginocchio dx, e permettendo all'asfalto di creare un'abrasione poco profonda.




P.S. il taglio del pantalone lo hanno fatto in pronto soccorso...
« Ultima modifica: 12 Luglio, 2017, 13:16:59 da northsam »
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Offline LemanidelCaos

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #4 il: 14 Luglio, 2017, 16:12:54 »
Bravo Northsam,  riportare cosa ha funzionato e cosa no e' molto importante.
Una domanda sui pantaloni: sulle ginocchia non avevano un inserto in kevlar o simile? come mai si sono bucati??
 ( bella tombola! )

Offline northsam

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #5 il: 15 Luglio, 2017, 08:12:43 »
Bravo Northsam,  riportare cosa ha funzionato e cosa no e' molto importante.
Una domanda sui pantaloni: sulle ginocchia non avevano un inserto in kevlar o simile? come mai si sono bucati??
 ( bella tombola! )


L'inserto c'è, il problema è stata la larghezza della gamba.
Se da un lato è comoda, perchè permette il movimento e non infastidisce nemmeno a gamba piegata, dall'altro, scivolando il pantalone ha potuto risalire quel tanto che basta da posizionare il ginocchio fuori dalla zona protetta. La posizione della gamba, che mentre scivolavo era piegata, ha fatto il resto.

Probabilmente, per me ci sarebbe voluto un pantalone con gamba più lunga, in modo tale che anche considerando una risalita del capo, il ginocchio rimanesse nella zona di protezione.
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Offline LemanidelCaos

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #6 il: 17 Luglio, 2017, 10:38:52 »

Offline northsam

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #7 il: 17 Luglio, 2017, 22:23:58 »
a proposito di test sul campo allego la mia esperienza.
-
http://forum.soloenduro.it/threads/80369-A-proposito-dei-caschi-quot-leggeri-quot?highlight=suomy

Se non sei iscritto al sito, non si vede nulla...
Non è che faresti un copia ed incolla?
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Offline LemanidelCaos

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Re:TEST MATERIALI
« Risposta #8 il: 18 Luglio, 2017, 10:10:43 »
uff... 'sto soloenduro e' diventato inusabile.
-
A proposito dei caschi "leggeri"

    Con le protezioni non si sa' mai bene come che va' a finire.
    E si spera pure di non dover mai far la prova.
    Ma a volte capita e se un po' per fortuna e un po' per bravura si riporta a casa la pelle e' anche giusto trasmettere l'esperienza.
    Per esempio i caschi son spesso fonte di grandi discussioni.
    Da quando Airoh ha prodotto un casco che pesava la meta' dei blasonati Arai e company e' nata una feroce discussione riguardo gli standard di omologazione europei ed statunitensi.
    Da quel che mi risulta i primi utilizzano per gli urti una sfera cicciottella mentre i made in usa una specie di punteruolo.
    La calotta quindi e' chiamata a svolgere due funzioni ben differenti: in Europa si privilegia l'assorbimento dell'urto mentre in Usa l'impossibilita' che qualcosa riesca a perforare il casco.
    Personalmente l'idea del casco leggero e capace di assorbire l'energia dell'urto rompendosi mi ha sempre convinto ben di piu' del punteruolo: e quando mai lo trovi un punteruolo in fuoristrada?!?
    E invece c'e' pure quello.
    -
    Sono in Marocco, al Libya Rally, appena entrato nelle dune dell'erg Chebbi.
    Sara' la luce del mezzogiorno, sara' la testa imbambolata dalla fatica... sia come sia incappo nell'errore piu' pericoloso di tutti: non vedo la fine della duna e bello come il sole salto fuori in terza volando per aria come gli opossum dell'era glaciale.
    Purtroppo la cresta della duna va' malissimo come rampa di lancio: infatti la ruota anteriore che ha poca sezione tende a tagliare la sabbia mentre la posteriore porta di piu' e quindi lo stacco e' sempre un formidabile calcio nel c... con conseguente front flip assicurato.
    Per poco che vai la pendenza della duna garantisce salti di tutto rispetto ed anche io non faccio eccezione: dopo un 4/5 metri di volo la moto tocca la sabbia picchiando di muso.
    Talmente di punta che la forcella nemmeno tenta di assorbire, vengo lanciato in avanti e si inizia subito a rotolare.
    Qua' il problema grosso non e' la caduta del centauro ( comunque non scontata da queste altezze ) ma i 150 chili di moto preparata rally che ti stanno arrivando addosso da 4 metri d'altezza.
    E' fondamentale cercare di cavarsi dalla traiettoria della moto.
    Ci riesco cosi' cola', cerco di rotolare via ma guadagno solo che invece che sulla schiena/collo ( chiari i risultati no?) la moto mi centra mentre sono sul fianco.
    Sono atterrato con la spalla sinistra, dislocandola, e poi arriva la moto che mi rompe prima la clavicola destra e poi impatta pure sul casco.
    Ho la testa appoggiata sulla sabbia, di lato, e ricordo bene il rumore del casco che cede e si rompe.
    Dopo un attimo di paura ricordo anche pero' che mi son detto:" non ti preoccupare della testa, il casco sta' facendo il suo lavoro, senti che resiste e ti protegge? Pensa al resto!"
    Infatti nonostante il rumore raccapricciante non sentivo la minima pressione sulle tempie segno che il casco stava reggendo perfettamente all'urto.
    E cosi' mi son fatto altre due capriole tirando calci per aria cercando di cavarmi la moto di dosso.
    E mi son ritrovato seduto a fianco della moto con tutte e due le spalle rotte.
    Ecco la foto del casco.
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    Come potete vedere qualcosa di appuntito ha cercato di forarlo: non sono sicurissimo ma credo sia stato lo spigolo del serbatoio supplementare o forse una pedana, chisa'.
    Resta il fatto che questo Suomy Mr. Jump e' stato chiamato a rispondere a sollecitazioni tendenzialmente "pericolose" per un casco leggero ovvero una fortissima compressione laterale e pure con una sollecitazione di tipo "punteruolo".
    Normalmente un casco nasce per proteggere da un urto, non per essere schiacciato in una morsa!
    Eppure ecco qua' la prova che questa tecnologia italiana mi ha salvato la pelle.
    Grazie Suomy, hai gia' in ordine un casco uguale!
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    Un doveroso e davvero riconoscente ringraziamento per Ron che ha di fatto abbandonato la gara, mi ha soccorso e organizzato lucidamente il recupero da parte del team di medici: grazie ancora AMICO!